loader image

La nuova stagione del Teatro della Scala

La nuova Stagione presenta alcune importanti novità. Il Direttore Musicale, dopo aver aperto la Stagione con Tosca continuando il ciclo pucciniano, dirige il suo primo titolo di Strauss; Zubin Mehta oltre a due titoli di Verdi presenta Intolleranza di Luigi Nono, per la prima volta alla Scala; una prima per il nostro Teatro è anche Agrippina di Händel, diretta da Gianluca Capuano al debutto scaligero.Il Teatro, dopo la vittoria agli International Opera Awards con Fin de partie di Kurtág, mette in scena una novità assoluta di Fabio Vacchi inserita nella Stagione di Balletto. Inoltre debutta in un titolo d’opera Lorenzo Viotti, che a meno di trent’anni è stato designato direttore dell’Opera di Amsterdam. La Stagione presenta quindici titoli, in linea con la tradizione del Teatro, di cui undici sono nuove produzioni: grazie alla macchina produttiva scaligera e alla qualità dei nostri laboratori gli spettatori hanno un’offerta continua di nuove creazioni. Si confermano al contempo le direttrici artistiche che in questi anni hanno definito il profilo culturale del Teatro alla Scala e innanzitutto la valorizzazione del patrimonio musicale del melodramma italiano che ai grandi titoli di Verdi e Puccini accosta l’approfondimento del repertorio belcantistico e del cosiddetto Verismo, fino alle avanguardie storiche e con una sensibilità particolare per le opere che sul nostro palcoscenico sono state eseguite per la prima volta. Nello stesso tempo resta forte l’impegno sul repertorio internazionale, che segna il ritorno dell’opera francese e di un titolo wagneriano, e si sviluppano i progetti dedicati
al Barocco e alla musica del nostro tempo. Dei 15 titoli in cartellone nove sono di compositori italiani e dieci in lingua italiana. Il Direttore Musicale Riccardo Chailly inaugura la Stagione proseguendo con Tosca il progetto di rivisitazione dei principali titoli pucciniani alla luce delle ricerche musicologiche più aggiornate. L’allestimento è
di Davide Livermore, che ha già firmato con successo Attila per l’Inaugurazione 2018/2019, e grandi protagonisti
saranno Anna Netrebko, senza dubbio la voce di soprano più importante del nostro tempo, Francesco Meli e Luca Salsi. Tosca, andata in scena per la prima volta nel 1900, segna una svolta nella storia del melodramma italiano dopo Verdi inserendosi d’autorità in un panorama ricchissimo e ancora troppo poco rappresentato. Anche quest’anno, dopo gli eccellenti ascolti delle scorse stagioni, la prima sarà trasmessa da RaiCultura su Rai1, mentre la Città di Milano parteciperà all’evento con un fitto calendario di eventi e manifestazioni. Verdi sarà presente in Stagione con tre opere. Il trovatore nella messinscena immaginifica di Alvis Hermanis sarà diretto da Nicola Luisotti con le voci di Liudmyla Monastyrska, Violeta Urmana, Massimo Cavalletti e Francesco Meli, che con la parte di Manrico prosegue la sua galleria di eroi verdiani.

Zubin Mehta presta la sua bacchetta leggendaria a due titoli verdiani: Un ballo in maschera in un nuovo allestimento di Gabriele Salvatores con le voci di Saioa Hernández, Violeta Urmana, Fabio Sartori e Luca Salsi, e La traviata nella ripresa dello spettacolo storico firmato da Liliana Cavani, Dante Ferretti e Gabriella Pescucci, con i protagonisti che hanno portato al successo l’edizione 2019: Marina Rebeka e Angel Blue come Violetta, René Barbera come Alfredo in alternanza con Charles Castronovo e Luca Salsi, Plácido Domingo e George Petean come Giorgio Germont.

Compendio della tradizione melodrammatica ottocentesca e sguardo sull’avvenire, La Gioconda di Amilcare Ponchielli è opera di raro allestimento per la difficoltà di reperire le sei voci protagoniste. Alla Scala Saioa Hernández, Francesco Meli, Daniela Barcellona, Luca Salsi, Judit Kutasi e Roberto Tagliavini saranno diretti da Ádám Fischer in uno spettacolo di Davide Livermore. Due i titoli del repertorio cosiddetto ‘verista’. L’amore dei tre re, che ebbe alla Scala la sua prima rappresentazione assoluta nel 1913 sotto la bacchetta di Tullio Serafin, sarà affidata al regista Àlex Ollé, famoso per i suoi spettacoli per la Fura dels Baus, e alla direzione di Carlo Rizzi, mentre in scena i tre timbri maschili di Ferruccio Furlanetto, Roberto Frontali e Giorgio Berrugi si oppongono alla protagonista Federica Lombardi, orgoglio dell’Accademia scaligera e vincitrice del premio Abbiati nel 2019. Fedora di Umberto Giordano, storico cavallo di battaglia dei grandi tenori, riporta alla Scala il carisma di Roberto Alagna insieme a Sonya Yoncheva, diretti da Daniel Oren. Il dramma, ambientato nella Russia prerivolu zionaria, è svolto in palcoscenico da Mario Martone e Margherita Palli. Il percorso nel teatro musicale italiano approda alle avanguardie storiche con Intolleranza 1960, composta da Luigi Nono a partire da un’idea di Angelo Maria Ripellino e riproposta ora alla Scala da Zubin Mehta in accoppiata con il classico schoenberghiano Erwartung, con Camilla

Condividi
Scroll to top
Open chat